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07/11/2021 - MONTE SORATTE STORIA CULTURA NATURA



Informazioni sull'uscita

Data: 07/11/2021

Difficoltà:

- Difficoltà medio alta

Distanza in auto: 190 km (a/r)

Lunghezza percorso a piedi: 5 km

Note:

         

7 NOVEMBRE 2021

 

 

MONTE SORATTE STORIA CULTURA NATURA
Distanza: 190
Lunghezza: 5,5
Punto di ritrovo: Parcheggio sulla Strada Mediana adiacente il Tribunale di Civitavecchia
Pranzo: al sacco
Ora di rientro: a termine escursione

IL GRUPPO TIBURZI

AL

MONTE SORATTE

(Poco oltre Civitacastellana)

DOMENICA

7 Novembre 2021

 LUOGO DI RITROVO ED ORARI SOLITI (PARK TRIBUNALE CVECCHIA ORE 8.15 - 8.30 SI VA)

 

 

L’ODIERNA ESCURSIONE "

Tre escursioni sono state sufficienti per conoscere i sentieri di un territorio unico e particolare della nostra Etruria meridionale. Per muoversi agevolmente al suo interno, senza problemi di orientamento od incognite. Ma la storia del Monte Soratte, lungo sperone roccioso a guisa di scheletro di mostro antidiluviano, in massima parte riflette quella dei centri limitrofi del territorio Falisco-Capenate-Latino. Presenta specifici riti folkloristici, che affondano in una cultura perduta, che suscitano più di un’illazione e di un pensiero, che pur meritano attenta lettura delle storie “locali”. Perché questi, pur non riflettenti di luce diretta, tradiscono radici di un profondo e glorioso passato.

Tra le altre storie, negli “armadi del luogo” si cela lo scheletro dei riti degli “Hirpi Sorani (tradizionalmente lupi/sacerdoti del Soratte)”, ed alla tramandata storia di camminare sui carboni ardenti di pino, nella evocazione e rievocazione di chissà quale storia, di quale ricordo.

Dalla letteratura latina, apprendiamo che gli “Hirpi Sorani”, dove andiamo a pescare la nostra storia-cultura provinciale, erano sacerdoti del complesso del Soratte. Travestiti da lupi con modi ed atteggiamenti ferini, nelle annuali celebrazioni al dio Apollo, presso il tempio in cima al monte, accendevano un lungo falò, fatto con legna di pino e quando si erano formate le braci, ci camminavano sopra, il tutto volto al solo raggiungimento di uno stato estatico?

Il responso oracolare di Apollo aveva suggerito tale comportamento ai sacerdoti, per far si che certi malevoli e contagiosi miasmi diffusi da branchi di lupi - che avevano sottratto carni sacrificali agli altari della divinità - si potessero dissolvere, potessero far svanire una terribile pandemia.

Ma più di una versione verosimilmente circonda tale fatto. C’è chi dice che le carni poste ad arrostire sul fuoco furono sottratte dai lupi ai pastori del Monte Soratte e non ai sacerdoti. Gli animali, inseguiti, si infilarono entro le varie e profonde caverne presenti (i meri) da cui fuoriuscivano forti esalazioni malsane che diffusero una micidiale peste. L’oracolo apollineo sentenziò: “vestano i pastori pelle di lupo e si comportino come essi”. Cioè compiano razzie di bestiame! Una qualche analogia con il rito degli “Hirpi Sorani” si riscontra nelle festività che i romani svolgevano nelle “lupercalia! I “Lupercali” erano festività che si celebravano in Roma dal 13 al 15 febbraio, in onore del dio minore Luperco, protettore del bestiame caprino ed ovino dall’aggressione dei lupi. Ma è risaputo che il rispetto dei romani per le popolazioni conquistate portava, tale popolo egemone, a trasferire nella loro città consuetudini, riti e religioni, nel timore di avverse ritorsioni delle divinità dei popoli assoggettati.

Più complesso e difficile appare, invece, penetrare e comprendere il rituale del cammino sui carboni ardenti, la pirobazia. Questa particolarità rituale trova riscontro tra i Traci Anastenarides, che danzavano, tra pianti, grida e lamenti, con un ritmo monotono sui carboni ardenti di pino. Ancora oggi, tra il 21 e 23 maggio questo rito in Grecia è ripetuto in vari luoghi, nello svolgimento della festa dell’Anastenaria, ad “ Agia Eleni”, a “Kerkìni”, a Langadas e Melìki.

Per quello che ne sappiamo, nel Soratte e tutto intorno, di questi riti non v’è più traccia, tranne che, spero non per poco ancora, nella memoria orale del luogo, ma scritto nella storia di autori latini. A Sant’Oreste, nella festa della Madonna di Maggio viene proposta una bella e solenne processione che termina nel versante sud del Monte con uno spettacolo pirotecnico e con un’immensa accensione di fuochi di frasche locali. Rievocazione di un passato … effetto di cui si è perduta la causa?

 

Rievocazione di un’uscita del 15-04-2012

 

Quanto a rievocazioni? Anche noi ormai ci troviamo tradizionalmente a riesumare un passato seppur non tanto storico … Oggi, 15 aprile 2012, partiamo per una breve ma nervosa escursione, affrontando subito una discreta salita che ci porta alla estesa visione della Chiesa della Madonna delle Grazie. E già che di Grazie ne abbiamo a giusta sufficienza, contandone due nel Gruppo … Il luogo panoramico si propone improvviso, esteso, sereno. Sprigiona un mistico senso di purezza, lo sconfinato mondo sotto di noi e si perde alla vista con un senso di un infinito leopardiano. Spazio-tempo, che tutto ridimensiona, entro di noi, i valori della vita.

Procedendo oltre, verso la parte più alta del Monte, si erge avanti a noi la maestosa chiesa di S. Silvestro. Già Tempio di Apollo, al tempo dell’avvento del cristianesimo, come gli altri templi in Etruria, fu trasformato in santuario cristiano. E’ in una grotta intorno al tempio che papa Silvestro nel IV secolo d.C. si rifugiò per sfuggire alla cattura di Costantino. E furono gli infusi di erbe di questo monte che curarono la lebbra a Costantino che compensò il Papa graziandolo, ma che salvò tante innocenti vite, evitando così di fare il bagno nel sangue di fanciulli puri ed ignari, che lo avrebbe guarito dal male (?).

La vista da questo sito spazia enormemente verso il lago di Bracciano, di Monterosi, oltre i Monti Cimini e, verso nord nord-est, il Reatino e Monti dell’Appennino Umbro.

Visitiamo il santuario, realizzato in pietra locale ed apprezziamo ciò che resta delle antiche pitture, scendiamo una cripta, dal basso soffitto, che denuncia un chiaro rimaneggiamento delle strutture e della dimensione della Chiesa.

Non ci resta che affrontare il tortuoso percorso verso la Casaccia dei Ladri, ove a nostro agio, ma rischioso sentiero, consumeremo il lauto pasto. Le rocce che intorno ci accompagnano, sono segnate da fori di molluschi marini litofagi, e fa una certa impressione pensare che una volta si trovavano in fondo al mare.

Rientriamo seguendo un impercettibile tratturo sotto il bosco, deviando a sinistra, attraversando il “Sentiero dei Carbonari”. Puntiamo quindi diritti al comodo stradone dedicato al “Percorso Atletico” che, in breve, ci fa scendere al livello stradale del Paese di Sant’Oreste, cosa che raggiungiamo comodamente incrociando un anfiteatro tra rocce, ove qualcuno immerso in spirituali esercizi di yoga sta “volando”, nel profondo silenzio, prima che arrivassero i caciaroni!

Vanì, 15-04-2021

 

PERCORSO STRADALE

Dal Park del Tribunale di Civitavecchia si deve raggiungere la Cittadina di Sant'Oreste inizio escursione (Ritrovo Bar Pizzeria Alessio Piazza Giosafat Riccioni senza numero Civico ... parcheggio nei pressi)

Percorso.  da CVecchia si raggiunge Monteromano e si prosegue per Barbarano romano ovvero   ...CVecchia A12 - Aurelia Bis - dopo Monteromano SP 42 (girando a Destra subito dopo il paese) si prosegue e si supera Barbarano girando a sinistra per SP. 493. Si raggiunge la SP 2 Cassia e si gira a destra. Si prosegue per Sutri (superando Capranica). dopo il paese di Sutri si gira a sinistra per la SP 84. Si raggiunge Nepi e s mbocca la SS 311 quindi la SP 77 si supera Castel S. Elia e si raggiunge Civitacastellana prendendo la SP 76, poi si gira a destra per la SS 3 Flaminia, che si percorre fino al Paese di Sant'Oreste, girando a sinistra per la SP 21 A. Si parcheggia nei dintorni e ci si ritrova avanti l Bar Pizzeria Alessio Piazza Giosafat Riccioni snc. con l'attrezzarura per l'escursione. 

 

 



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